Sportilia, le date dei raduni degli Organi Tecnici Nazionali

Si comunica la programmazione definitiva dei raduni precampionato, deliberata in data odierna dal Comitato Nazionale dell’AIA d’intesa con i Responsabili degli OO.TT.NN. e riportata secondo l’ordine progressivo di svolgimento. Tutti i raduni degli Organi Tecnici Nazionali per la stagione sportiva 2014/2015 si svolgeranno presso la struttura di Sportilia a Santa Sofia (FC).
C.A.N. A             28 luglio 2014 – 1 agosto 2014
C.A.N. PRO         2 agosto 2014 – 6 agosto 2014
C.A.N. B              6 agosto 2014 – 10 agosto 2014
C.A.I.                 26 agosto 2014 – 29 agosto 2014
C.A.N. D           30 agosto 2014 – 5 settembre 2014
C.A.N. 5        6 settembre 2014 – 12 settembre 2014

La visita dell’internazionale Angelo Galante

Sezione de L’Aquila
Riunione dal sapore di futsal internazionale quella che si è tenuta nei locali della sezione di L’Aquila. Gradito ospite e relatore, l’arbitro internazionale di calcio a 5 Angelo Galante della sezione di Ancona, che nella sua ora abbondante di lezione ha tenuto desta l’attenzione dei presenti tra i quali molti i giovani e di questo se ne è complimentato con i vertici sezionali. Dopo aver ripercorso le tappe della sua carriera arbitrale, dapprima nel calcio e successivamente nel calcio a 5 (da 10 anni in forza alla CAN 5) partendo dalla regione Marche ed arrivando alla nomina ad internazionale, Angelo ha confidato ai presenti che la sua gara più bella diretta è stata la finale di Coppa Italia di Serie A tra Acquaesapone e Lazio disputata a Pescara (Pala Giovanni Paolo II) lo scorso mese di marzo davanti a quasi 5000 spettatori (da lui e dall’altro arbitro della finale, Daidone, definito “un muro umano”) della quale sono stati proiettati degli highlights.
Poi è iniziata la vera e propria riunione tecnica che ha avuto per tema “l’arbitro” in tutte le sue sfaccettature partendo dall’importanza non solo di ciò che si esprime sul rettangolo di gioco ma anche dell’organizzazione della trasferta, del rapporto con i colleghi che spesso sfocia in vera e propria amicizia anche fuori dal campo.
Angelo ha sottolineato come l’arbitraggio è un qualcosa in cui si può riuscire se si è decisi e motivati e con voglia di fare e ha evidenziato come nel calcio a 5 le peculiarità del gioco sono la velocità, rapidità e tecnica.
Si è poi passati alla differenza tra arbitro autorevole (è quello che si vorrebbe vedere) ed arbitro autoritario (colui che si pone con atteggiamento sbagliato nei confronti del sistema costituito dai calciatori, dirigenti, pubblico). L’arbitro in gara è vissuto come un ostacolo al raggiungimento dell’obiettivo (la vittoria) da parte del pubblico, questo perché non è scelto bensì è imposto e ciò crea reticenza in quanto la psiche umana non accetta l’imposizione; inoltre egli in gara è giudice (capo) e giudicato (dalle squadre, dal pubblico, dai media). L’arbitro autorevole, con personalità, è quello che si cala nel ruolo di capo che è accettato per carisma (in tal modo anche un piccolo errore viene accettato dal sistema), non crea tensioni tra i calciatori e non inasprisce gli atteggiamenti non consoni del pubblico. La classe arbitrale è propria e nasce da un ascendente personale. Pregi della personalità arbitrale sono: disinvoltura, sicurezza, decisione, ascendente che riscuote, indifferenza verso il pubblico, signorilità e prevenzione. L’essere autoritario, invece, è qualcosa di forzato e che si basa solo sul ruolo che riveste e sul potere conferitogli dal regolamento (chi difetta di personalità mostra incertezza, preoccupazione ed ansia di rimediare ad un errore, atteggiamenti innaturali).
Passando poi al lato strettamente tecnico, Angelo ha ricordato come durante una gara è importante la prevenzione (rilevare con decisione ed immediatezza i falli con relativi provvedimenti disciplinari che costituiscono il primo aspetto della prevenzione perché nei raduni FIFA e UEFA tengono sempre a precisare che: proteggi i giocatori – proteggi il gioco) e l’utilizzo ed il confronto verbale e paraverbale con i contendenti (toni pacati, no gesti di sottomissione, no arroganza, poche parole ma intense durante i richiami). Inoltre importante è il modo di fischiare di un arbitro e la gestione dei momenti critici dal punto di vista disciplinare quali mass confrontation, proteste di massa, falli gravi).
Per concludere Angelo ha invitato i presenti ad essere determinati e cortesi dopo il triplice fischio, salutando i contendenti ed ascoltando molto e parlando poco.
Il saluto alla platea è racchiuso in questa frase: l’arbitro deve vivere in gruppo per capire ed agire in solitudine.