Concluso a Coccaglio il raduno Top Class della CAN5

Si è chiuso anche il terzo e ultimo giorno di raduno del gruppo Top Class della CAN 5. La mattinata è stata sostanzialmente divisa in due parti; nella prima gli arbitri e il responsabile Massimo Cumbo hanno proseguito il percorso iniziato lo scorso pomeriggio, analizzando le clip salienti, dal punto di vista della direzione della gara, di altre due partite, ribadendo ancora una volta le medesime nozioni e introducendo anche il concetto di area di influenza. Dopo una breve pausa, nella seconda parte i ragazzi hanno seguito con attenzione l’intervento di Laura Scanu del Settore Tecnico, inerente l’efficacia della comunicazione, sia durante la partita che durante il colloquio con l’osservatore. In particolare, si è parlato di come l’arbitro comunichi attraverso la voce o il fischio, con la gestualità o il silenzio; quest’ultimo può significare sia attesa che assenso. Mentre egli ha il compito di far rispettare il Regolamento sul terreno di gioco, l’osservatore ha quello di fornire agli arbitri tutti gli strumenti per arricchire il proprio bagaglio di esperienze e imparare dagli errori commessi. Laura ha voluto così offrire ai presenti degli strumenti di dialogo e spunti di autovalutazione utili per gestire in modo efficace la comunicazione durante la direzione della gara e massimizzare i benefici del colloquio finale. L’arbitro incontra tre momenti in cui la comunicazione riveste un ruolo fondamentale: il pre-gara, la gara e il post-gara, nei quali il soggetto deve adottare dei comportamenti coerenti con il ruolo e il mandato che sta per svolgere, per quanto riguarda le prime due, e le modalità di congedo per l’ultima. Si è poi discusso della differenza tra informazione e comunicazione, che sta essenzialmente nella presenza di un messaggio di ritorno per la seconda; gli esempi sono stati quello dell’adozione di un cartellino, rapportato con un richiamo. La relatrice si è poi dedicata alla spiegazione del flusso che segue una comunicazione da quando viene pensata dal soggetto trasmittente a quando arriva al ricevente, evidenziando come a quest’ultimo giunga solo il 10% di quanto inizialmente era contenuto nel pensiero. Perciò è necessario che durante il colloquio di fine gara, l’arbitro ascolti in maniera attiva le parole dell’osservatore; ciò significa fare uno sforzo ulteriore per comprendere come egli abbia visto la gara dalla tribuna e le impressioni che egli ha avuto. Dunque l’arbitro deve predisporsi per accogliere un punto di vista diverso, dando fiducia a chi ha di fronte. La giornata si è conclusa con l’ultimo pranzo in albergo, prima che gli arbitri partissero per il rientro a casa o per raggiungere i campi di gioco sui quali sono stati designati per questo fine settimana.

CAN 5: prosegue il raduno Top Class

Prosegue il lavoro per gli arbitri di calcio a 5 nazionali a Coccaglio. Già dalle 8.45 gli arbitri sono scesi sul campo dell’albergo sede del raduno per iniziare il riscaldamento finalizzato all’effettuazione dei test atletici. Ad attenderli vi era la Commissione al completo; sotto l’attento sguardo del Responsabile Massimo Cumbo e dei Componenti Francesco Falvo, Luca Marconi, Antonio Mazza, Angelo Montesardi, Francesco Carrieri, Marcello Toscano e Claudio Zuanetti i ragazzi hanno superato in maniera brillante tutte le prove atletiche: divisi in due gruppi diversi gli arbitri si sono alternati dapprima nello svolgimento dei 4x10m, per poi arrivare all’Intermitted Recovery Test ARIET. I Test sono stati predisposti dai preparatori del Settore Tecnico. Prima della pausa pranzo si è tenuta una breve riunione durante la quale è stato dapprima proiettato il finale della prima partita di Final Eight di Serie B tra Carrè Chiuppano e Città di Villafranca, per poi proseguire, sotto la direzione del Commissario Cumbo, all’analisi di ulteriori aspetti tecnici. In particolare si è trattato, anche con l’ausilio di filmati, di come curare anche i minimi dettagli riguardanti il corretto posizionamento del pallone e dei calciatori sulle riprese di gioco, la concessione del vantaggio, l’esultanza dopo la segnatura di una rete, le sanzioni disciplinari sul fallo di mano, la gestione delle proteste e la tempestività nel fischiare e mostrare i cartellini, per sedare eventuali casi di giustizia privata tra i calciatori; si è inoltre parlato di prevenzione, in particolare sul modo delle ammonizioni per mancato rispetto della distanza sulle rimesse laterali. Dopo la pausa pranzo, nel pomeriggio è proseguito il lavoro in aula, dapprima analizzando le risultanze delle prove atletiche della mattina, procedendo poi, con un ritmo serrato, con un lungo approfondimento tecnico per mezzo di una vera e propria “match analysis” di una decina di incontri tra Coppa Italia e Serie A, sia maschile che femminile, (circa 25 clip per ognuna) dirette dagli arbitri presenti in sala. In esse erano presenti decisioni sia corrette, che sbagliate; per queste ultime l’arbitro in causa forniva ai presenti una spiegazione circa le ragioni che lo hanno portato a prenderle, in modo che tutti potessero apprenderle per evitare di commetterle nelle partite future. Il Commissario ha voluto evidenziare particolarmente tre aspetti: la rilevazione del fallo, la sua distinzione da un normale contatto di gioco e l’omogeneità decisionale.In questa occasione erano presenti il componente del Comitato Nazionale Alberto Zaroli e Laura Scanu, il Coordinatore del Modulo di Calcio a 5 del Settore Tecnico. Mentre quest’ultima ha contribuito a chiarire le spiegazioni anche dal punto di vista regolamentare, Zaroli, da ex osservatore presso questo Organo Tecnico, si è invece voluto soffermare sul prezioso contributo che il movimento della CAN 5 profonde all’Associazione, anche se non propriamente riconosciuto nella più complessiva visibilità, ma appunto per questo ancor più lodevole. Durante l’incontro sono stati festeggiati, tra l’emozione generale, i 9 arbitri giunti ormai al loro decimo anno in forza alla CAN 5, che si sono soprannominati “gli indelebili”, che a fine stagione lasceranno l’organico: un’ulteriore dimostrazione della compattezza di un gruppo i cui componenti sono legati da un rapporto che va ben oltre il vincolo associativo. Al termine della riunione ha portato un saluto anche Antonio Dario, il Vice Presidente della Divisione Calcio a 5, in rappresentanza del Presidente Fabrizio Tonelli. Nel suo breve intervento ha comunque voluto evidenziare il forte legame sempre più stretto tra la componente arbitrale e la Federazione. La giornata si è poi conclusa con una cena conviviale, durante la quale i ragazzi a fine carriera hanno omaggiato i colleghi con dei piccoli presenti, per lasciare un tratto, appunto, “indelebile” del loro passaggio in questa Commissione.